Chirurgia estetica: l’Italia è tra i leader mondiali

L’Italia è tra i leader mondiali nel settore della chirurgia estetica. Una posizione conquistata nel tempo, a caro prezzo, tanto da rendere il BelPaese un mercato cruciale per lo sviluppo della chirurgia plastica.

Ma vediamo nel dettaglio perché l’Italia può ben annoverarsi tra le punte d’eccellenza di questo comparto in crescita, e in che modo il nostro Paese è riuscito a conquistare un ruolo di leadership sotto i ferri dei chirurghi estetici.

Stando a quanto annunciano i dati forniti dal “Global study of aesthetic/cosmetic surgery procedures performed in 2011”, realizzato dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (più brevemente, ISAPS), l’Italia è sesta, al mondo, nella classifica della chirurgia plastica per numero di professionisti impegnati ad alimentare il settore, e per numero di interventi praticati.

A pubblicare i dati dell’ISAPS è stata, negli scorsi giorni, l’Associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica, punto di riferimento nel mercato della chirurgia estetica, in grado di collaborare proattivamente con le organizzazioni internazionali al fine di effettuare le più idonee rilevazioni ai fini statistici. Ed è proprio l’AICPE a evidenziare la maggiore soddisfazione per i risultati raggiunti, con Gianluca Campiglio (che è sia membro del direttivo AICPE che segretario nazionale ISAPS) che ha dichiarato come i dati conseguiti siano i più completi a disposizione a livello mondiale e siano in grado di offrire una chiave di lettura molto importante per cercare di interpretare l’andamento del settore della chirurgia plastica sul territorio locale e internazionale.

Ma quali sono gli interventi maggiormente gettonati nel nostro Paese? In cima alla lista dei desideri delle donne, vi sono gli interventi di aumento del volume del seno. In altri termini, la mastoplastica additiva è tra le operazioni maggiormente richieste dalla popolazione femminile, desiderosa di incrementare la misura del proprio “lato a” di una o due taglie.

Per quanto invece concerne le operazioni di lifting & affini, si registra nel nostro Paese una sorta di diffidenza nei confronti del botulino (probabilmente dovuta a una cattiva informazione “ereditata” da tale tossina): di conseguenza, ai pazienti italiani sembra piacere maggiormente il ricorso all’acido ialuronico e, più recentemente, l’utilizzo del c.d. “lipofilling”, ovvero il trapianto di grasso autologo.

Al di là delle specifiche caratterizzazioni sui singoli interventi, l’Italia – insieme a Stati Uniti, Brasile, Cina e Giappone – è il mercato più florido per i chirurghi estetici e plastici. Dopo i “leader” del settore, inoltre, il Bel Paese si dimostra in grado di occupare in maniera consolidata la quarta piazza per i già citati interventi di mastoplastica additiva, conquistando una quota di mercato pari al 5,1 per cento per quanto concerne invece gli interventi di aumento del seno.

Molto positivi anche i dati relativi alla blefaroplastica, con la quale le pazienti (e i pazienti) cercano di ringiovanire il loro sguardo, conferendo ai propri occhi un taglio maggiormente attraente, ed eliminando le rughe e le borse: il nostro Paese, nel comparto, è in grado di aggiudicarsi una quota di mercato pari al 5,1 per cento.

Per quanto infine concerne la medicina estetica meno invasiva, abbiamo già introdotto uno dei temi più caldi della stagione: l’utilizzo dell’acido ialuronico. Ebbene, anche su questo fronte l’Italia si dimostra uno dei mercati più attivi, conquistando la quarta posizione, con una quota mondiale delle iniezioni pari al 6,4%. In forte crescita anche gli interventi di lipofilling, di cui abbiamo brevemente già detto, che pongono l’Italia in quinta posizione internazionale, con una quota di mercato globale pari al 5,3 per cento.

La tendenza al ricorso agli interventi di mastoplastica e blefaroplastica dovrebbe proseguire in via intatta anche nel corso del 2013, sfruttando una domanda non più così latente.