Interventi chirurgici: la medicina estetica non ha età

Sempre più spesso si scorgono notizie relative a individui (in prevalenza donne, sebbene non manchi una quota “azzurra”) che a 60, 70 o 80 anni scelgono di sottoporsi a interventi di chirurgia estetica plastica.

Sul cosa spinga queste persone a scegliere il “ritocchino” estetico si è detto tanto, e in più occasione: sembra che queste persone non siano pronte ad accettare la propria età, cercando di rivelare all’esterno un’età non apparente.

Dalla chirurgia delle palpebre all‘aumento del seno, non c’è intervento chirurgico o trattamento medico che sia off limits per gli anziani.

Una recente indagine statistica discute come di come i “baby boeme” stiano facendo tutto il possibile per mantenere la loro gioventù quasi intatta. Sia che si tratti di andare in palestra regolarmente o di visitare lo studio del chirurgo plastico locale, gli anziani sono decisi a combattere l’invecchiamento.

Molte di queste persone sono inoltre ancora ben integrate nel mondo del lavoro e ritengono che il loro aspetto esteriore possa addirittura ostacolare il modo in cui i loro clienti e collaboratori interagiscano con essi.

Tutto ciò, e non solo, potrebbe spiegare le 84.685 procedure eseguite su anziani, di età compresa tra 65 anni, nel 2010 (secondo l’American Society of Plastic Surgeons).

Una dimostrazione statistica di come non vi sia davvero alcun limite di età per la chirurgia plastica: unico generico elemento fondamentale è infatti che il paziente sia in possesso di un certificato medico in cui si attesti la sana costituzione.

Secondo quanto riportava pochi giorni fa la stampa americana in un approfondimento sul tema, alcuni anestesisti raccontano di aver messo a dormire, per la chirurgia estetica, pazienti di 75 anni, e di esser altresì arrivati, con anestesie locali, a 85 anni.

Nessuna sorpresa, tuttavia: per interventi comuni e non invasivi, i rischi sono gli stessi che sopporterebbero soggetti di 30 o di 40 anni…