Obesità e complicazioni in sala operatoria

obesitaI pazienti obesi che scelgono di sottoporsi a interventi di chirurgia plastica hanno 12 volte in più la probabilità di soffrire di complicazioni post-intervento rispetto a quelli di peso normale.

A dichiararlo è un recente studio condotto dalla professoressa Mary Makarij, associata di chirurgia presso la Johns Hopkins University School of Medicine, secondo cui i dati a disposizione dimostrerebbero come l’obesità sia un significativo fattore di rischio in seguito ad alcuni tipi di interventi chirurgici.

“Le operazioni su pazienti obesi sono più gravose” – ha affermato la ricercatrice – “Questi interventi di solito richiedono più tempo, i campi di applicazione sono più profondi, gli spazi in cui l’infezione può annidarsi sono spesso maggiori e il flusso di sangue nel tessuto grasso è minore che in quello di altri tipi di tessuto, il che si traduce in una guarigione più lenta”. Non solo, sempre stando a quanto dichiarato dalla ricercatrice, “gli interventi di chirurgia plastica più in voga non sono adatti alla complessità della procedura e non sono adeguati per la complessità del paziente”.

Nel suo studio, il team guidato da Makarij ha esaminato le pratiche sulle scrivanie delle compagnie assicurative, inerenti i piani di intervento dei pazienti sottoposti a procedure di diminuzione del seno tra il 2002 e il 2006. Il campione ha analizzato ben 2.403 pazienti nel gruppo di obesi e 5.597 pazienti nel gruppo dei pesi controllati. Ebbene, entro 30 giorni dall’intervento, il 18,3 per cento del gruppo di obesi aveva sperimentato almeno una volta una complicazione, contro il 2,2 per cento dei pazienti appartenenti al gruppo di controllo. Le differenze tra i due gruppi sono stati più pronunciati in quanto a complicazioni come l’infiammazione (con i pazienti obesi 22 volte più colpiti), infezioni (13 volte) e dolore (11 volte).